Concorrenza Sleale

Concorrenza_sleale

Analisi e ricerche, con individuazione di elementi di prova atti a dimostrare la fattispecie della concorrenza sleale.

La concorrenza sleale indica, in ambito economico-produttivo, l’utilizzo di tecniche, pratiche, comportamenti e mezzi illeciti per ottenere un vantaggio sui competitori o per arrecare loro un danno.

Esempi di concorrenza sleale sono l’utilizzo di nomi o marchi che ricordino quelli di altre aziende (fino ad arrivare alla contraffazione) o la diffusione di informazioni che gettino discredito sulle attività dei concorrenti. Un tipico esempio di concorrenza sleale è quello del dumping. Ad esempio casi frequenti di concorrenza sleale avvengono nel mondo delle professioni (avvocati, ingegneri, etc.) quando non viene rispettato il tariffario minimo imposto dall’ordine per una data prestazione.  L’art. 2600 del Codice civile italiano impone il risarcimento del danno per gli atti di concorrenza sleale compiuti con dolo o colpa. Tali atti sono identificati dall’art. 2598 cod. civ. Il danno da concorrenza sleale non è solo la sottrazione di clientela, ma anche gli atti di denigrazione che si traducono in nocumento all’immagine e dunque in una diminuzione di vendita dei prodotti. La giurisprudenza dell’ultimo decennio si è espressa esclusivamente a favore del risarcimento per equivalente, nelle sue componenti del danno emergente e del lucro cessante.

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